Logo Analisi Funzionale ANALISI FUNZIONALE
Fotografia di Will Davis
L' Analisi Funzionale
Scroll Up
Drag to Scroll Up/Down
Scroll Down

Sviluppo dei confini e instroke.

I confini vanno visti come parte del funzionamento energetico, soprattutto in termini di pulsazione. Il flusso verso l’esterno crea l’esperienza, e il flusso verso l’interno agisce come un sistema di feedback che organizza l’esperienza. Questa è messa in una forma significativa grazie all’instroke della pulsazione, dopodiché possiamo considerare la persona “informata” e ”formata”.

È sorprendente vedere lo sviluppo spontaneo di nuovi confini, semplicemente attraverso la mobilizzazione dell’instroke della pulsazione. Senza lavorare direttamente sulle tematiche dei confini, questi problemi mutano e i pazienti riferiscono cambiamenti notevoli nelle loro relazioni. Uno dei cambiamenti spontanei più evidenti, legati al processo di creazione dei confini che vediamo nei pazienti, è nella loro relazione con i genitori. I pazienti smettono di vedere i genitori come oggetti e cominciano a vederli come persone, che è “capitato” fossero i loro genitori. Come riferisce una paziente, si era sviluppata una “distanza soddisfacente” tra lei e la propria madre.

Le strutture prive di confini sono quelle in cui il funzionamento del riflusso energetico (instroke) è carente. Non essendovi un processo di centramento, non si può formare alcun “centro”. Rimangono con un Io debole, uno scarso sviluppo del sé e senza un’efficace corazza esterna, che li rende suscettibili di crolli repentini. . Le strutture con un eccesso di confini danno l’impressione opposta, ma il risultato funzionale è lo stesso. Esse presentano delle corazze esterne supersviluppate, rigide, che danno l’illusione di forza. Ma poiché sono esclusivamente periferiche, anche loro non hanno un vero centro.

Distinguiamo dunque tra confini corazzati e confini sani, tra prevenire e proteggere. Come dicevamo, le difese sono necessarie, ma la loro qualità determina il modo in cui funzionano. I confini sani sono flessibili, plastici, malleabili. Proteggono l’integrità dell’organismo, sono orientati al presente e il loro funzionamento può essere volontariamente sospeso. Le definizioni del fisico Erich Jantsch, ”strutturazione temporale ottimale” e “strutture in divenire” (process structures), rappresentano al meglio questo punto di vista. La corazza è inflessibile, rigida, paralizzante. È automatica e può essere sia conscia, sia inconscia.

In entrambi i casi, è comunque fuori dal controllo della persona. La corazza è sempre “contro” qualcosa, mai “a favore di” qualcosa. Paradossalmente, un vero contatto (persino la fusione) può verificarsi soltanto in presenza di un confine reale e di una reale separazione. Ci si deve sperimentare come separati dall’altro prima di poter entrare in contatto con l’altro. Senza confini, non si ha nessuna esperienza. Non c’è nessuno - né sé né ego - per fare l’esperienza. Possiamo osservare, attraverso la mobilizzazione dell’instroke, lo svilupparsi di confini migliori in ogni ambito: fisicamente, il corpo comincia a prendere una forma più netta, i segmenti si differenziano meglio senza segmentazione. C’è una crescente unitarietà nel corpo man mano che i vari segmenti fluiscono uno nell’altro.

Le emozioni sono meglio organizzate ed espresse. C’è un processo chiarificatore che si sviluppa: il paziente separa le proprie emozioni da quelle degli altri e diventa consapevole del proprio contributo al problema. si biasimano meno gli altri e c’è meno la sindrome da «sei stato tu a farmi questo!» Anche il livello mentale si riorganizza: il pensare e il parlare diventano più chiari e più semplici. Viene detto di più con meno parole.

A livello verbale, mobilizziamo l’instroke usando tecniche di messa a fuoco e di consapevolezza. La consapevolezza viene usata come uno strumento di contenimento. Verbalmente radichiamo le esperienze dapprima nel corpo con il “nominarle”, aiutando i pazienti a fare differenze tra un pensiero, un’emozione e una sensazione. I confini si sviluppano semplicemente perché l’organismo organizza le proprie esperienze e sé stesso: definisce, delinea, dà forma e pone limiti.

« Indietro       |  Indice  |       Continua »