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L' Analisi Funzionale
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Consapevolezza: dal passato al presente

Nella terapia della Gestalt, l’esperienza del momento presente è il fulcro principale di questo approccio.

Da un punto di vista funzionale, non c’è antitesi tra passato e presente; sono funzionalmente identici così come lo sono psiche e soma. È stata la Gestalt a capire che ciò che accade nel momento presente è ciò che conta. Il passato vive nel presente ed è per questo che è importante. Ma non è il passato che ha degli effetti, è l’esperienza che si vive nel presente che rende il passato così importante. Oppure il passato è assente e quindi non importante per il processo terapeutico.

È una questione di contesto. Un approccio funzionale include la storia passata, ma l’idea non è quella di regredire al passato, quanto piuttosto di portare il passato nel funzionamento del momento presente. Esperienze infantili, memorie, sogni, vanno sperimentati nel presente, da adulti, quando la consapevolezza e la coscienza sono enfatizzate, così da assumerne la responsabilità e agire su di essi.

Un individuo era privo di aiuto e di difese a 4 anni, quando l’evento traumatico è accaduto; riviverlo come a 4 anni fa ripiombare nello stato di allora; essendone invece consapevole in quanto adulto, dà la possibilità di farne davvero qualcosa. Questa differenziazione si può intendere meglio con la descrizione fatta da Reich dell’origine di tutti i sistemi di difesa nevrotica. In Analisi del Carattere egli afferma che il motivo originario del sistema di difesa era, storicamente, quello di proteggersi contro un attacco dall’esterno.

Ma con gli anni, il sistema di difesa assume un altro ruolo, che egli chiama la ”funzione primaria” delle difese: cioè quella di proteggere l’individuo dai propri sentimenti ed emozioni riguardo appunto l’evento storico originario: dalla propria tristezza, paura, solitudine. Il sistema di difesa ora funziona per proteggere sé da se stessi e non da qualcosa proveniente dall’esterno. C’è uno spostamento di enfasi fra ciò che ci venne fatto in passato dagli altri, e ciò che ora noi facciamo a noi stessi.

Il punto non è tanto di cambiare il passato, compito futile, ma di cambiare la nostra relazione con noi stessi nel presente. Non si trae gran vantaggio nel rivivere il passato, bensì nel rivivere l’esperienza nel momento presente, come un adulto responsabile, cosciente, coinvolto. Questi concetti sono connessi al lavoro del Radix con gli occhi e alle teorie di Boadella sulla comunicazione dell’esperienza.

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